Cucchiaio serie Dry (modello ligneo)
Titolo
Cucchiaio serie Dry (modello ligneo)
Data
1981-01-01 - 1981-12-31
Tipologia
Posate (cucchiaio)
Persona
Ente
Dimensioni
70 x 28 x 6h
Note
DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per cucchiaio. E' costituito da una scatola a pianta rettangolare nel quale sono contenuti i modelli che rappresentano le successive trasformazioni di una bacchetta metallica in cucchiaio.Indicazioni sul soggetto: Set da tavolaANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] "Quando circa vent'anni più tardi [il riferimento è al concorso Reed & Barton del 1959] s'è ricreata l'occasione con Alberto Alessi di realizzare delle nuove posate mi è sembrato ovvio fargli vedere per prima cosa questi prototipi rimasti nel cassetto [...]. L'interesse di Alessi per questi pezzi è stato immediato, ma occorreva riverificarne completamente i presupposti economici e produttivi. In effetti mentre quei primi pezzi erano stati disegnati per essere realizza...
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DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per cucchiaio. E' costituito da una scatola a pianta rettangolare nel quale sono contenuti i modelli che rappresentano le successive trasformazioni di una bacchetta metallica in cucchiaio.Indicazioni sul soggetto: Set da tavolaANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] "Quando circa vent'anni più tardi [il riferimento è al concorso Reed & Barton del 1959] s'è ricreata l'occasione con Alberto Alessi di realizzare delle nuove posate mi è sembrato ovvio fargli vedere per prima cosa questi prototipi rimasti nel cassetto [...]. L'interesse di Alessi per questi pezzi è stato immediato, ma occorreva riverificarne completamente i presupposti economici e produttivi. In effetti mentre quei primi pezzi erano stati disegnati per essere realizzati in argento questa nuova serie doveva essere prodotta in acciaio e questo creava qualche problema. Di qui la decisione di conservare lo spirito della serie Secco degli anni '60 adattandola alla tecnologia dello stampaggio dell'acciaio e abbandonando così la complessa e costosa sezione esagonale per la sezione quadrata di una barretta d'acciaio. Rimaneva comunque immutato il principio secondo cui le posate si tengono in mano ben poco e non sono quindi arnesi che hanno bisogno di avere la forma della mano. L'ergonomia non è nel manico, se mai nella parte finale che è in funzione del tipo di cibo. Allora occorreva che il cucchiaio avesse una certa capacità per mangiare le nostre minestre [...], che il coltello fosse un bel pezzo grosso con la lama lunga per tagliare e la forchetta avesse quattro di quegli affari lì, i rebbi, se no è impossibile mangiare gli spaghetti. Unico punto di difficile soluzione è stato soprattutto, come esecuzione tecnica, il sottile snodo del collo che lega la caratteristica forma a lingotto dei manici con l'invaso del cucchiaio e la parte terminale della forchetta". Il coltello nasce da una lastra di acciaio inox a sezione rettangolare, tagliata a bastoni regolari - delle dimensioni del manico -, che vengono forgiati a caldo per il progressivo appiattimento di una estremità, la lama (poi trattata termicamente in bagni di sali per la tempra). Anche il cucchiaio e la forchetta sono ricavati da una lastra, divisa però in piccole pale, tranciate alternativamente in posizione diritta e inversa, evitando lo sfrido del materiale, per essere modellate in stampi successivi. La serie mantiene immutati due dettagli: il manico, sempre lo stesso salvo per lo spessore, e il collo esile, significativo paradosso visivo nel punto più sollecitato a flessione. "Quando ho cominciato a lavorare alle posate, spiega Castiglioni, in un'intervista del 1983 - avevo già alcune risposte precise ad altrettante precise domande. Devono continuare a mangiare secondo la loro tradizione gastronomica gli italiani? Si. Possono farlo con le posate nate dall'esperienza del design scandinavo? No. Devono essere costretti a mangiare con le posate 'in stile'? No. Allora era necessario, per prima cosa, riferirsi ad un'epoca non influenzata dalla ricerca e dai risultati del design scandinavo. Recuperando, però, di questo il grande controllo formale, l'estrema pulizia espressiva, l'evidente abilità tecnico-costruttiva. Le mie posate, è stato detto, sono la reinterpretazione in chiave contemporanea della classica tradizione centro e sud europea; il cucchiaio con la coppa ben capace, la forchetta con 4 rebbi allungati, il coltello dalla lama molto lunga". Premiato con il Compasso d'Oro 1984, il servizio rappresenta l'esordio dell'azienda nella produzione di posate. [...]" tratto da Polano S., "Achille Castiglioni 1918-2002", Milano, 2007, pp. 334-335
